digressione scontata

7 dicembre 2009 – 10:03

Ora appare chiaro che il potere, tutto il potere, oggi si esercita tramite il controllo della conoscenza. Tutti i processi economici e politici si fondano ormai sull’esproprio della coscienza di ogni singolo atto della maggioranza della popolazione e sulla concentrazione della stessa in poche, selezionate menti che dall’alto di questo monopolio esercitano il potere.

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Questo processo di espropriazione è stato lungo e progressivo e si è perfezionato negli anni: all’inizio era l’uomo scimmia profetizzato da Chaplin e scientemente messo in pratica dal progressivo affinamento del Taylorismo, la catena di montaggio espropriava il lavoratore dalla conoscenza dell’oggetto realizzato, spezzando in parti sempre più piccole il lavoro eseguito dal singolo addetto lo si espropriava della visione di insieme, della progettualità del manufatto, relegando il suo compito alla esecuzione ripetitiva di un gesto semplificato e ripetitivo; gli ingegneri e i dirigenti erano gli unici ad avere visione del prodotto finale. La realizzazione piena del processo di espropriazione dell’oggetto del proprio lavoro si è poi affinata col concetto di specializzazione, il taylorismo evolvendo in specializzazione riesce ad investire un numero ancora più alto di persone allargando la sua influenza fuori dal solo campo della produzione industriale dove grazie alla specializzazione era vieppiù concentrata la conoscenza dell’intero processo, a questo punto anche molti quadri erano tagliati fuori, il loro compito poteva essere segmentato e distribuito a tanti specializzati che ancora una volta eseguivano il loro piccolo passo in maniera ripetitiva e priva di intelligenza. Come dicevo la specializzazione ha consentito un processo simile anche fuori dell’industria: i medici, gli ingegneri, gli avvocati, i docenti, i quadri tecnici amministrativi, tutta quella classe media che ancora a metà degli anni Novanta costituiva un’élite non solo economica ma soprattutto culturale per l’accesso al sapere e per il controllo che riusciva ad esercitare nell’esercizio del suo lavoro, con la specializzazione viene forzata ad approfondire in modo ossessivo un pezzo di quella conoscenza, specializzandosi in modo sempre più selettivo, giungendo infine, nell’esercizio del proprio lavoro ad acquisire una conoscenza fortemente verticale perdendo spesso completamente la visione di insieme.

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Il processo è stato affinato ed adattato al settore primario.

Ho detto di come l’industria chimica ha deprivato la conoscenza, lo studio e la simbiosi dei contadini con la terra, nelle cantine lo strumento utilizzato dalla industria per ottenere lo stesso risultato con il vino sono stati gli enologi, entrati in cantina come consiglieri sono diventati i padroni dl vino : progettano le vigne e le cantine e i vini, venerati dai produttori che vi si affidano ciecamente, da chi il vino comunica come i deus ex machina del mondo del vino . Chi lavora tutti i giorni in vigna ed in cantina diventa uno strumento, un puro esecutore del disegno del gran maestro, unico depositario della scienza .

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