Sintesi

4 dicembre 2009 – 09:45

Perchè questo credo sia il vero punto importante per chi coltiva e produce e per chi consuma:

ACQUISTARE CONSAPEVOLEZZA E RIAPPROPRIARSI DELLA CONOSCENZA

solco

I contadini di tutto il mondo erano gli ultimi depositari di una umanità che doveva sparire, erano depositari di un sapere antico e profondo, portatori insani di una cultura di conoscenza, amore per il proprio lavoro e per la terra, legati tra loro da un sentimento di solidarietà e mutuo soccorso, una civiltà fortemente individualista ma al contempo aperta, dinamica, unita. Il bastione che difendeva questa civiltà ovunque l’uomo avesse messo radici era l’immenso patrimonio di conoscenza che era custodito e coltivato dai contadini, conoscenze che si affinavano nel quotidiano rapporto con la propria terra che si sviluppava fino a rendere i due protagonisti un unico organismo vivente.

Cosa è successo all’agricoltura negli ultimi anni?

I contadini hanno progressivamente perso tutto il patrimonio culturale che si è sedimentato nei secoli, la grande industria della chimica si è mostrata scaltra e rapace: formulando fitofarmaci sempre più sofisticati e costosi, la cui applicazione è stata svincolata dalla presenza costante nei campi, ha prodotto una generazione di contadini ignoranti.

Il messaggio è un ammaliante canto di sirene: il sovescio o la rotazione delle colture sono faticosi, il letame puzza, richiedono tempo, attenzione ed energia, rilassati, basta un solo passaggio con la magica granella che i nostri scienziati hanno sintetizzato ed avrai un raccolto sano ed abbondante; il trattamento con i prodotti da contatto richiede una costante presenza in campo, nelle annate poco propizie decine di passaggi dopo le piogge, perchè faticare tanto?, porta tua moglie al centro commerciale mentre le sofisticate molecole che la nostra ricerca ha prodotto lavoreranno per te, attraverso la linfa della pianta ti assicureranno una copertura totale e potrai goderti il tuo tempo, pianificare le ferie. Così mese dopo mese, anno dopo anno, si è riprodotto nei campi di tutto il mondo il sistema tayloristico di produzione, milioni di scimmie senza cervello che ripetono meccanicamente gesti contrari alla natura dell’uomo. Si pianta qualsiasi cosa in ogni luogo, purché frutti denaro, tanto col supporto della tecnologia e della chimica ogni cosa è possibile, perché quindi tollerare tare improduttive nel mio terreno? Metto il vigneto dove era il bosco, che lo scudo stellare protegge le mie piante; e poi che me ne faccio della legna? La mia nuovissima stufa a pellet riscalda molto di più e chissenefrega se per trasportare fino a qui il pellet dalla svezia la nave ha bruciato tonnellate di gasolio. Così nelle zone viticole più importanti i vigneti sono diventati monocultura, la superficie vitata nel Comune di Barolo è più che raddoppiata in meno di dieci anni. Questa condizione ha generato una sorta di delirio di onnipotenza, tutto è possibile, tutto è consentito, la terra è un supporto neutro e inerte per le mie piante, studiare, capire e amare non serve, i dottori mi diranno come fare per produrre tanto e bene.

eccomiÈ una storia già vista per altre attività dell’uomo: il sapere si concentra in poche, avide mani e il contadino, privato della sua intelligenza ( capacità di leggere, tradurre l’esperienza in conoscenza ) abbrutito dalla schiavitù, totalmente suddito, dedica la sua esistenza ad arricchire i signori delle industrie perchè i veleni sono sempre meno efficaci è più costosi. Come un figlio assoggettato alle droghe trascina con sé inesorabile nel degrado tutti gli affetti che lo circondano, così il contadino asservito all’industria sprofonda nel degrado con la sua terra, la avvelena per pagare il suo pusher e trascinare la sua esistenza.


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  2. mar 19, 2010: ammaliante

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