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	<title>Viticoltori De Conciliis</title>
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		<title>Terroir Vino &#8211; 7 Giugno2010 &#8211; Genova &#8211; Posizione 131 (1+3+1)</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 13:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>

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		<description><![CDATA[131 è la nostra posizione, 1+3+1 fa 5 e cinque appunto sono i  vini che troverete a  Terroir Vino , a Genova, Porto Antico,  Magazzini del Cotone.E quindi  Naima, Donnaluna &#38; Donnaluna, Antece e Perella. Fiano e Aglianico, Aglianico e Fiano nelle loro diverse accezioni senza eccezione alcuna. 

Ma due parole su Genova, nobilissima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img height="300" style="margin: 5px; float: left" width="120" alt="" src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2010/05/naima-dc3.jpg" /><img height="300" style="margin: 5px; float: right" width="120" alt="" src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2010/05/antece-dc1.jpg" />131 è la nostra posizione, 1+3+1 fa 5 e cinque appunto sono i  vini che troverete a <a href="http://www.terroirvino.it/"> Terroir Vino</a> , a Genova, Porto Antico,  Magazzini del Cotone.<br />E quindi  Naima, Donnaluna &amp; Donnaluna, Antece e Perella. Fiano e Aglianico, Aglianico e Fiano nelle loro diverse accezioni senza eccezione alcuna. </p>
<p><span id="more-97"></span></p>
<p>Ma due parole su Genova, nobilissima e antichissima, Palazzo Rosso e Palazzo Bianco in una delle strade barocche più belle d&#8217;Europa dove l&#8217;arte descrive una città ricca e fiera fatta di  mercanti e mercati, nobili e religiosi, chiari e scuri. Italia di ieri e Italia di oggi. Oggi il  Porto Antico descrive cosa si può fare di bene per non perdere e perdersi nell&#8217;epoca della dimenticanza e dell&#8217;abbandono. Un pò Barcellona per il suo Porto, ma  tanto di più per quello che gli sta dietro, Palazzi, Chiese, carrugi e oscure porte con donne chiare e scure che ti guardano e ti invitano e ti sorridono. </p>
<p>E&#8217; qui che Terroir Vino organizzato da <a href="http://www.tigulliovino.it/">Tigullio Vino</a> apre le porte al Vino alle persone e al Web e permette anche la vendita diretta al prezzo sorgente, perchè di solito si guarda , si degusta e si resta così così perchè non si può portar via quella bottiglia che tanto vorresti ti accompagnasse. A Tigullio Vino si può, si può portar via il Naima a 26 e i Donnaluna a 9 e l&#8217;Antece a 18 e il Perella a 15. 26+9+18+15 fa 68, che bell&#8217;anno quel &#8216;68.</p>
<p>Vi aspettiamo</p>
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		<title>Una bella intesa con gli amici di Intesa</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 13:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 2 maggio, un bell&#8217;incontro tra i nostri vigneti, i nostri vini e il buon cibo di Donatella a Chiusulelle.  Un bel gruppo di 60 persone di Intesa San Paolo, guidati dalle tre colonne Raffaele, Roberto e Gino.
Sono tanti gli incontri che incontrano l&#8217;amore per il vino e la voglia di stare insieme, un occasione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 5px;" src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2010/05/IMG00170-20100502-17521.jpg" alt="" width="500" height="375" /><br />
Domenica 2 maggio, un bell&#8217;incontro tra i nostri vigneti, <a href="http://www.viticoltorideconciliis.it">i nostri vini</a> e il buon cibo di Donatella a Chiusulelle.  Un bel gruppo di 60 persone di Intesa San Paolo, guidati dalle tre colonne Raffaele, Roberto e Gino.<br />
Sono tanti gli incontri che incontrano l&#8217;amore per il vino e la voglia di stare insieme, un occasione speciale da cui è nata una bella intesa che ci farà ritrovare. A presto cari amici.</p>
<p><span id="more-88"></span></p>
<p><img style="margin: 5px;" src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2010/05/IMG00163-20100502-17343.jpg" alt="" width="500" height="375" align="top" /></p>
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		<title>diverso</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 22:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[armata]]></category>
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		<description><![CDATA[Visto in tv mr. Olimpia , girato a las vegas, competizione di persone che gonfiano i loro muscoli fino a perdere quasi completamente la forma umana . Sono cosi tanto gonfi che perdono addirittura la umana funzionalità, le gambe sono ipertrofiche e invece che consentire il movimento lo impediscono . Niente di nuovo, i fenomeni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto in tv <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mister_Olympia">mr. Olimpia</a> , girato a las vegas, competizione di persone che gonfiano i loro muscoli fino a perdere quasi completamente la forma umana . Sono cosi tanto gonfi che perdono addirittura la umana funzionalità, le gambe sono ipertrofiche e invece che consentire il movimento lo impediscono . Niente di nuovo, i fenomeni da circo hanno sempre fatto cassa, con la unica differenza che questi tendono a stabilire un nuovo standard estetico ne più ne meno che le modelle filiformi . La irruzione del “ mostro “ nel quotidiano porta ad accettare progressivamente la perdita del nostro specifico, non ci riconosciamo più nell&#8217;altro, la ricerca ossessiva di questa differenziazione superficiale ci omologa più ancora che le casacche dei cinesi ai tempi di Mao, diventa uno stile di vita che coinvolge tutti . Perchè i creatori di mostri definiscono i parametri estetici ed etici, e questi diventano i parametri universali, il nuovo standard cui conformarsi ?<img height="512" width="457" class="alignnone" alt="" title="costruttore di corpo" src="http://images.doctissimo.fr/private/photo/hd/6034346603/private-category/bodybuilder-32839491e1.jpg" /></p>
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		<title>È ora di chiudere, naturale a chi ? ultima parte</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 21:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[perchè chiedere asilom politico in Svizzera]]></category>
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		<description><![CDATA[Non è scontato parlare di come, non solo nella viticoltura, si sia radicato uno schema che si è perfezionato negli anni 80/90:

A) Un signorotto più o meno facoltoso acquista terra in zona vocata o meno, atta in ogni caso ad incrementare il suo valore se coltivata,
1- assolda qualche bracciante,
2- un direttore o responsabile,
3- un enologo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/mulina-ad-acqua-morigerati.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-68" title="mulina ad acqua morigerati" src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/mulina-ad-acqua-morigerati-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Non è scontato parlare di come, non solo nella viticoltura, si sia radicato uno schema che si è perfezionato negli anni 80/90:</p>
<p><span id="more-67"></span></p>
<p>A) Un signorotto più o meno facoltoso acquista terra in zona vocata o meno, atta in ogni caso ad incrementare il suo valore se coltivata,</p>
<p>1- assolda qualche bracciante,</p>
<p>2- un direttore o responsabile,</p>
<p>3- un enologo più o meno famoso, a volte un consulente agronomo,</p>
<p>4- dota il pargolo di una cospicua dote,</p>
<p>5- restaura/costruisce un fabbricato,</p>
<p>e in capo a pochi anni il vino è pronto.</p>
<p>B) Oppure il giovin rampollo di un vecchio vignaiolo smania perchè non riesce a vendere l’uva, o il vino del papà non fa tendenza nei salotti della capitale, salta i punti 1 e 2, mai il 3, e si indebita quanto è possibile per 4 e 5, spesso innesta o reimpianta con vitigni più consoni, introduce in cantina tecniche e tecnologia.</p>
<p>Nel caso A non c’è discussione, è un’operazione puramente economica, a volte supportata dal piacere di bere e condividere le bottiglie prodotte, il vino ottenuto è pronto a competere nel mercato coi migliori auspici nulla toglie e nulla aggiunge ai contadini né al vino se non i lustrini e il cattivo esempio, non è necessario conoscere altro.</p>
<p>Il caso B lo conosco bene, sono io nel 1996, le ho fatte tutte, in fila: innestato sauvignon, acquistato barriques e rotovinifictori, preso consulenti in cantina ed in vigna.</p>
<p>Sono stato fortunato, Saverio Petrilli che si era spacciato come enologo non intendeva esserlo, fiutato il terreno fertile seminava dubbi, mi ha fatto perseverare nelle mie convinzioni e nei miei errori, mi ha spronato a studiare, capire, conoscere.</p>
<p>Esaurito questo lavoro in cantina lo ha perpetrato in vigna, infinite discussioni, viaggi, bottiglie e dopo cinque anni mi ha mollato, trancio netto: da ora in poi fai da solo. Facendomi notare che anche prima avevo fatto tutto da solo, lui era stato per me come il cappello di Dumbo, il feticcio portafortuna e il muro dove scagliare la palla perchè ritornasse a me con rinnovata energia creativa, buon lavoro, Athos.</p>
<p>Se non fosse stato così, cosa sarei diventato? Cosa possiederei?</p>
<p>La terra, certo, ma non saprei nulla dei suoi tempi, delle sue esigenze, sarebbe una superficie coltivata, la forma ed il perché delle mie viti mi sarebbe sconosciuta ed ostile, i ritmi, i profumi ed i sapori della mia terra li guarderei dal di fuori, non sarei parte di essi.</p>
<p>La cantina, come no, acciaio e cemento inanimato, non saprei dove mettere le mani per far partire la fermentazione, come condurla, dove, a che scopo, cosa usare e come, ma soprattutto perché.</p>
<p>Sarei proprietario di un marchio, questo sì, dello scintillante mondo del mercato, lustrini e premi, ma a che scopo se dietro il sipario c’è il vuoto, il silenzio assordante della mia pochezza?</p>
<p>Ecco dunque il senso del produrre naturale: restituire i mezzi di produzione alle mani di chi produce, recuperare coscienza del proprio lavoro, del proprio posto sulla terra, recuperare sapienza ed essere padroni del proprio destino, anarchici guerrieri della scienza asservita non al profitto ma alla vita, lussuriosi dispensatori di piacere e cultura, condividere questa conoscenza che assieme a quella degli altri si arricchisce e migliora, il sapere non si possiede, si vive.</p>
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		<title>digressione scontata</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 09:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Contadini]]></category>
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		<description><![CDATA[Ora appare chiaro che il potere, tutto il potere, oggi si esercita tramite il controllo della conoscenza. Tutti i processi economici e politici si fondano ormai sull&#8217;esproprio della coscienza di ogni singolo atto della maggioranza della popolazione e sulla concentrazione della stessa in poche, selezionate menti che dall&#8217;alto di questo monopolio esercitano il potere.



Questo processo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ora appare chiaro che il potere, tutto il potere, oggi si esercita tramite il controllo della conoscenza. Tutti i processi economici e politici si fondano ormai sull&#8217;esproprio della coscienza di ogni singolo atto della maggioranza della popolazione e sulla concentrazione della stessa in poche, selezionate menti che dall&#8217;alto di questo monopolio esercitano il potere.</span></span></p>
<p><span id="more-59"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-61" title="reds" src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/reds-150x150.jpg" alt="reds" width="150" height="150" /><img class="alignright size-medium wp-image-61" title="reds" src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/reds-300x225.jpg" alt="reds" width="300" height="225" /><br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #008000;">Questo processo di espropriazione è stato lungo e progressivo e si è perfezionato negli anni: all&#8217;inizio era l&#8217;uomo scimmia profetizzato da Chaplin e scientemente messo in pratica dal progressivo affinamento del Taylorismo, la catena di montaggio espropriava il lavoratore dalla conoscenza dell&#8217;oggetto realizzato, spezzando in parti sempre più piccole il lavoro eseguito dal singolo addetto lo si espropriava  della visione di insieme, della progettualità del manufatto, relegando il suo compito alla esecuzione ripetitiva di un gesto semplificato e ripetitivo; gli ingegneri e i dirigenti erano gli unici ad avere visione del prodotto finale.</span> La realizzazione piena del processo di espropriazione dell&#8217;oggetto del proprio lavoro si è poi affinata col concetto di specializzazione, il taylorismo evolvendo in specializzazione riesce ad investire un numero ancora più alto di persone allargando la sua influenza fuori dal solo campo della produzione industriale dove grazie alla specializzazione era vieppiù concentrata la conoscenza dell&#8217;intero processo, a questo punto anche molti quadri erano tagliati fuori, il loro compito poteva essere segmentato e distribuito a tanti specializzati che ancora una volta eseguivano il loro piccolo passo in maniera ripetitiva e priva di intelligenza. <span style="color: #008000;">Come dicevo la specializzazione ha consentito un processo simile anche fuori dell&#8217;industria: i medici, gli ingegneri, gli avvocati, i docenti, i quadri tecnici amministrativi, tutta quella classe media che ancora a metà degli anni Novanta costituiva un’élite non solo economica ma soprattutto culturale per l&#8217;accesso al sapere e per il controllo che riusciva ad esercitare nell&#8217;esercizio del suo lavoro, con la specializzazione viene forzata ad approfondire in modo ossessivo un pezzo di quella conoscenza, specializzandosi in modo sempre più selettivo, giungendo infine, nell&#8217;esercizio del proprio lavoro ad acquisire una conoscenza fortemente verticale perdendo spesso completamente la visione di insieme</span>.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="aligncenter size-full wp-image-63" title="light" src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/light1.jpg" alt="light" width="500" height="375" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il processo è stato affinato ed adattato al settore primario.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ho detto di come l&#8217;industria chimica ha deprivato la conoscenza, lo studio e la simbiosi dei contadini con la terra, nelle cantine lo strumento utilizzato dalla industria per ottenere lo stesso risultato con il vino sono stati gli enologi, entrati in cantina come consiglieri sono diventati i padroni dl vino : progettano le vigne e le cantine e i vini, venerati dai produttori che vi si affidano ciecamente, da chi il vino comunica come i deus ex machina del mondo del vino . Chi lavora tutti i giorni in vigna ed in cantina diventa uno strumento, un puro esecutore del disegno  del gran maestro, unico depositario della <strong>scienza </strong><span style="font-weight: normal;">.</span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sintesi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 08:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Perchè questo credo sia il vero punto importante per chi coltiva e produce e per chi consuma:

ACQUISTARE CONSAPEVOLEZZA E RIAPPROPRIARSI DELLA CONOSCENZA


I contadini di tutto il mondo erano gli ultimi depositari di una umanità che doveva sparire, erano depositari di un sapere antico e profondo, portatori insani di una cultura di conoscenza, amore per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Perchè questo credo sia il vero punto importante per chi coltiva e produce e per chi consuma:</span></span></p>
<p><span id="more-51"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">ACQUISTARE CONSAPEVOLEZZA E RIAPPROPRIARSI DELLA CONOSCENZA</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><img class="aligncenter size-full wp-image-52" title="solco" src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/solco.jpg" alt="solco" width="500" height="667" /><br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">I contadini di tutto il mondo erano gli ultimi depositari di una umanità che doveva sparire, erano depositari di un sapere antico e profondo, portatori insani di una cultura di conoscenza, amore per il proprio lavoro e per la terra, legati tra loro da un sentimento di solidarietà e mutuo soccorso, una civiltà fortemente individualista ma al contempo aperta, dinamica, unita. Il bastione che difendeva questa civiltà ovunque l&#8217;uomo avesse messo radici era l&#8217;immenso patrimonio di conoscenza che era custodito e coltivato dai contadini, conoscenze che si affinavano nel quotidiano rapporto con la propria terra che si sviluppava fino a rendere i due protagonisti un unico organismo vivente. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Cosa è successo all&#8217;agricoltura negli ultimi anni?</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">I contadini hanno progressivamente perso tutto il patrimonio culturale che si è sedimentato nei secoli, la grande industria della chimica si è mostrata scaltra e rapace: formulando fitofarmaci sempre più sofisticati e costosi, la cui applicazione è stata svincolata dalla presenza costante nei campi, ha prodotto una generazione di contadini ignoranti.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">Il messaggio è un ammaliante canto di sirene: il sovescio o la rotazione delle colture sono faticosi, il letame puzza, richiedono tempo, attenzione ed energia, rilassati, basta un solo passaggio con la magica granella che i nostri scienziati hanno sintetizzato ed avrai un raccolto sano ed abbondante; il trattamento con i prodotti da contatto richiede una costante presenza in campo, nelle annate poco propizie decine di passaggi dopo le piogge, perchè faticare tanto?, porta tua moglie al centro commerciale mentre le sofisticate molecole che la nostra ricerca ha prodotto lavoreranno per te, attraverso la linfa della pianta ti assicureranno una copertura totale e potrai goderti il tuo tempo, pianificare le ferie. Così mese dopo mese, anno dopo anno, si è riprodotto nei campi di tutto il mondo il sistema tayloristico di produzione, milioni di scimmie senza cervello che ripetono meccanicamente gesti contrari alla natura dell&#8217;uomo. Si pianta qualsiasi cosa in ogni luogo, purché frutti denaro, tanto col supporto della tecnologia e della chimica ogni cosa è possibile, perché quindi tollerare tare improduttive nel mio terreno? Metto il vigneto dove era il bosco, che lo scudo stellare protegge le mie piante; e poi che me ne faccio della legna? La mia nuovissima stufa a pellet riscalda molto di più e chissenefrega se per trasportare fino a qui il pellet dalla svezia la nave ha bruciato tonnellate di gasolio. Così nelle zone viticole più importanti i vigneti sono diventati monocultura, la superficie vitata nel Comune di Barolo è più che raddoppiata in meno di dieci anni. Questa condizione ha generato una sorta di delirio di onnipotenza, tutto è possibile, tutto è consentito, la terra è un supporto neutro e inerte per le mie piante, studiare, capire e amare non serve, i dottori mi diranno come fare per produrre tanto e bene. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-53" title="eccomi" src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/eccomi-150x150.jpg" alt="eccomi" width="150" height="150" />È una storia già vista per altre attività dell&#8217;uomo: il sapere si concentra in poche, avide mani e il contadino, privato della sua intelligenza ( capacità di leggere, tradurre l&#8217;esperienza in conoscenza ) abbrutito dalla schiavitù, totalmente suddito, dedica la sua esistenza ad arricchire i signori delle industrie perchè i veleni sono sempre meno efficaci è più costosi. Come un figlio assoggettato alle droghe trascina con sé inesorabile nel degrado tutti gli affetti che lo circondano, così il contadino asservito all’industria sprofonda nel degrado con la sua terra, la avvelena per pagare il suo pusher e trascinare la sua esistenza.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>espressione libera</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 06:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino]]></category>
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		<category><![CDATA[trappola]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo punto fermo, traballante come tutto ma oggi inamovibile per me: 

IL VINO DEVE ESSERE LIBERA ESPRESSIONE DEL PRODUTTORE

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Ancora una volta il pensiero urbano tende a semplificare, a ridurre tutto in categorie immediatamente riconoscibili, nasce in una realtà dove la competizione e l’aggressività sono spesso indispensabili per sopravvivere, ha bisogno di certezze, di binari sicuri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: 12pt">Secondo punto fermo, traballante come tutto ma oggi inamovibile per me: </span></span></p>
<p><span id="more-47"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: 12pt">IL VINO DEVE ESSERE LIBERA ESPRESSIONE DEL PRODUTTORE</span></span></p>
<p><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/luce-verde.jpg" title="luce-verde.jpg"><img src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/luce-verde.jpg" alt="luce-verde.jpg" /></a>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: 12pt">Ancora una volta il pensiero urbano tende a semplificare, a ridurre tutto in categorie immediatamente riconoscibili, nasce in una realtà dove la competizione e l’aggressività sono spesso indispensabili per sopravvivere, ha bisogno di certezze, di binari sicuri per schedare, valutare, costruire gabbie del pensiero: anche quelle fatte su misura per gli spiriti liberi sono asfittiche e non ci rappresentano. </span></span></p>
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<p><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/ferrari.jpg" title="ferrari.jpg"><img src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/ferrari.jpg" alt="ferrari.jpg" /></a>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: 12pt">Chi produce è orgoglioso della sua differenza: “senti come è buona la mia ricotta, fratello; e le mie melanzane, quest&#8217;anno non gli ho dato acqua, la mia terra è ricca e i suoi prodotti unici”. Per il vino non solo la coltivazione della vigna ma anche il lavoro in cantina sono il risultato di un continuo approfondimento della conoscenza e della sensibilità del produttore, che comprende ed interpreta le sue uve, ma ci mette del suo, filtra l’espressione della terra e dell&#8217;uva attraverso la sua sensibilità ed applica le conoscenze che ha acquisito in un processo in cui la creatività e l’individualità trovano espressione. Sarebbe assai poco divertente se l&#8217;anfora diventasse in questo inizio di secolo una bandiera come la barrique di omologazione, se lo stesso dovesse succedere per i bianchi macerati o per i rossi con alto contenuto di acidità volatile: è una strada che non porta in alcun luogo, diventa un gioco di maniera che non appartiene alla cultura del vino e dei contadini. L&#8217;attenzione del mercato a  queste pratiche che ci consente di soddisfare la prima condizione, quella del diritto a trarre il giusto compenso per il lavoro che facciamo, deve al contrario consentire una più piena e libera espressione del vitigno, del territorio e dell&#8217;uomo, deve accompagnare una rivoluzione totale nel mondo del vino, consentire ai contadini di riappropriarsi totalmente di tutti i processi legati alla produzione dell&#8217;uva e del vino.</span></span></p>
<p><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/light.jpg" title="light.jpg"><img src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/light.jpg" alt="light.jpg" /></a>
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		<title>Parte III , pensiero urbano e pensiero rurale</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 12:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bruno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;

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Esiste su tutte queste cose un pensiero urbano e uno contadino ( e questa distinzione la rubo a Saverio Petrilli ). Il pensiero urbano assolutizza e radicalizza le scelte, ha un approccio ideologico e manicheo, bianco o nero, prima era il vino perfetto, lucente nella sua nera sulfurea profondità, levigato a specchio nella sua tensione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/clinz.jpg" title="clinz.jpg"><img src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/clinz.thumbnail.jpg" alt="clinz.jpg" /></a><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/clinz.jpg" title="clinz.jpg"><img src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/clinz.thumbnail.jpg" alt="clinz.jpg" /></a><span id="more-42"></span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: 12pt">Esiste su tutte queste cose un pensiero urbano e uno contadino ( e questa distinzione la rubo a Saverio Petrilli ). Il <strong>pensiero urbano</strong> assolutizza e radicalizza le scelte, ha un approccio ideologico e manicheo, bianco o nero, prima era il vino perfetto, lucente nella sua nera sulfurea profondità, levigato a specchio nella sua tensione alla perfezione, al Vino con la V maiuscola, il vino di serie A; ora dovrebbe essere da vigne vecchissime biodinamiche dove anche rame e zolfo sono banditi, prodotto in caverne a 20 metri di profondità senza aggiunta di solforosa, lieviti naturali, affinato in anfora e da questa direttamente in bottiglia senza collaggio né filtrazione e acquistabile a meno di 10 euro la bottiglia, serve altro? </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
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<p><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/chiccolo.jpg" title="chiccolo.jpg"><img src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/chiccolo.jpg" alt="chiccolo.jpg" /></a>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: 12pt">Il <strong>pensiero contadino</strong> media tutti i giorni le sue idee con la sua esperienza, con la conoscenza dei processi, con la paura di vedersi scomparire da sotto gli occhi il frutto del lavoro di un anno, soffre tutti i giorni di pioggia in primavera, prega per l&#8217;acqua a luglio ed agosto, corre in vigna dopo tutte le piogge autunnali con l&#8217;uva ancora in pianta, lotta con le malattie della vite e se la vigna non regge, dopo i passaggi con il latte scremato, l&#8217;equiseto o la propoli, tira fuori rame e zolfo e tratta; se l&#8217;uva pigiata non è in condizione ottimale un po&#8217; di zolfo lo aggiunge, se la fermentazione stenta aggiunge un po&#8217; di nutrimento, se si blocca aggiunge i bayanus, vinifica nella cantina che gli ha lasciato il nonno o in quella che può permettersi. Ha scelto questo lavoro, ama la sua vigna, la sua uva, il suo vino e li rispetta, quindi usa questi rimedi come <em>ultima ratio</em>, esperisce tutto il possibile prima di ricorrervi, ma non butta via il frutto del lavoro in nome di un’ideologia che non gli appartiene. E se lo facesse non sarebbe un eroe: sarebbe patologico. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
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<p><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/giallo-verde-luce.jpg" title="giallo-verde-luce.jpg"><img src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/12/giallo-verde-luce.jpg" alt="giallo-verde-luce.jpg" /></a>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: 12pt">Il contadino beve il suo vino, il vino è il suo orgoglio, cura con diligenza tutte le fasi del lavoro perché diventi nel bicchiere l&#8217;ambasciatore della sua terra, della sua uva, della sua cultura mette tutta la sua sensibilità e la sua intelligenza nel suo lavoro per ottenere il miglior risultato possibile, non esiste la vendemmia perfetta, ognuna deve essere la massima espressione dell&#8217;annata.</span></span></p>
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		<title>Naturale a chi ? II parte</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 21:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[CHI LAVORA HA DIRITTO DI VIVERE DEL SUO LAVORO IN MANIERA DIGNITOSA


&#160;
ovvero il lavoro svolto nella vigna, in cantina e tutto quello necessario a promuovere la vendita del prodotto deve essere fonte di dignitoso sostentamento per chi lo fa. Parrebbe naturale. E invece sembra essere una dura conquista in un mondo come quello del vino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial, sans-serif">CHI LAVORA HA DIRITTO DI VIVERE DEL SUO LAVORO IN MANIERA DIGNITOSA</span></p>
<p><span id="more-37"></span></p>
<p><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/chain.jpg" title="catena"><img src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/chain.thumbnail.jpg" alt="catena" /></a>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial, sans-serif">ovvero il lavoro svolto nella vigna, in cantina e tutto quello necessario a promuovere la vendita del prodotto deve essere fonte di dignitoso sostentamento per chi lo fa. Parrebbe naturale. E invece sembra essere una dura conquista in un mondo come quello del vino dove i capitali investiti per impiantare vigne, allestire cantine, stoccare, confezionare ed ancora stoccare il vino sono ingenti anche per piccole produzioni che devono poi confrontarsi con hobbisti di lusso, che non vivono dal reddito delle aziende agricole, o giganti industriali che mettono in campo ingenti capitali per ( inutile dirlo ) ottenere maggiori ricavi dai capitali già investiti.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial, sans-serif">Se vogliamo operare distinguo nel vino credo sia necessario cominciare da questa prima netta divaricazione, prima ancora che tra vini naturali o meno, artigianali e industriali, esistono i vini dei contadini e quelli frutto di operazioni immobiliari o finanziarie. Il che vale per tutta la filiera, dalla coltivazione della vite alla bottiglia il contadino ha un legame di necessità con la terra, è il suo naturale difensore perché dalla terra dipende la sua vita, ora se devo scegliere  o consigliare un vino non ho dubbi: preferisco quello delle piccole aziende a conduzione diretta dove tutte le fasi dalla vigna alla bottiglia sono seguite dalla stessa persona o famiglia, rappresentano compiutamente il vitigno e la terra che lo ha generato, sono sempre una buona espressione risparmiandoci spesso inutile sfoggio di tecnica, scienza e tecnologia.</span></p>
<p><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/grape-joy.jpg" title="vite di gioia"><img src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/grape-joy.thumbnail.jpg" alt="vite di gioia" /></a><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/grape-joy.jpg" title="vite di gioia"><img src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/grape-joy.thumbnail.jpg" alt="vite di gioia" /></a><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/grape-joy.jpg" title="vite di gioia"><img src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/grape-joy.thumbnail.jpg" alt="vite di gioia" /></a>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial, sans-serif">Perché metto il diritto alla dignitosa retribuzione del lavoro come primo punto fermo in questa esposizione? Perché è necessaria alla sopravvivenza ed alla vitalità delle aziende viticole, e se le aziende dei contadini non sopravvivono tutti i bei discorsi sul terroir, sui vitigni e sulla naturalità restano sterili chiacchiere urbane per circoli chic e bevitori modaioli.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: Arial, sans-serif">Ho discusso e letto molto sulla necessità di certificare i vini naturali. Ognuno dei produttori che conosco ha un approccio unico nella vigna e in cantina, molti operano in regime biologico nella vigna, tanti in biodinamico e tra questi ognuno con molti distinguo, rame e zolfo sono considerati naturali dai più, ma il rame è un metallo pesante e avvelena la terra, lo zolfo è spesso estratto dal petrolio, la monocoltura della vite consente un vero approccio biodinamico alla coltura? In cantina non si usano lieviti, enzimi, tannini, trucioli e biotecnologie, e va bene, ma che dire di muri in cemento armato e piastrelle alle pareti? E le centrali frigo sono davvero un nemico oppure indispensabili nelle aree produttive a sud, o vogliamo espiantare tutti i vigneti a sud di Firenze sotto gli 800 metri? E la solforosa? Si, no, quale, quanta? È l&#8217;anfora l&#8217;unico veicolo di trasmissione del terroir e il legno il nemico pubblico numero uno? E perchè il cemento è bello e l&#8217;acciaio brutto?</span></p>
<p><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/vite-sacra.jpg" title="sacra vite"><img src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/vite-sacra.thumbnail.jpg" alt="sacra vite" /></a>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
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		<title>Naturale a chi ? prima parte</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 07:38:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino]]></category>
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		<description><![CDATA[Potendo scegliere non sarei arrivato a questo.

   
Per pigrizia, per naturale ritrosia a prendere posizione, sposare cause, abbracciare convinzioni avrei voluto tacere sui vini naturali, e anche sugli innaturali, quanto a questo. Se è proprio necessario dico delle cose sul vino, o sullo stato delle cose, su quanto vedo e sento e sulla rabbia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><span class="Apple-style-span"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span">Potendo scegliere non sarei arrivato a questo.</span></span></p>
<p><span id="more-34"></span></p>
<p><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp%3E%3C/a%3E%3C/a%3E%3Cbr%20/%3E%3Cp%20style="><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span"> </span></a><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/perche-devo.jpg" title="perchè devo ?"><img src="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/perche-devo.thumbnail.jpg" alt="perchè devo ?" /></a><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp%3E%3C/a%3E%3C/a%3E%3Cbr%20/%3E%3Cp%20style="><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span"> </span></a><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span"> </span>
<p style="margin-bottom: 0cm"><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/dscf6422.JPG" title="perchè devo ?"><span><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span">Per pigrizia, per naturale ritrosia a prendere posizione, sposare cause, abbracciare convinzioni avrei voluto tacere sui vini naturali, e anche sugli innaturali, quanto a questo. Se è proprio necessario dico delle cose sul vino, o sullo stato delle cose, su quanto vedo e sento e sulla rabbia che monta per la mia, per la nostra impotenza a cambiare radicalmente il corso dell’avventura della vita, su quanto brutta sia la civile convivenza in questo paese, sul degrado morale ed etico della nostra società, su quanto sia preoccupato per me e per le mie bambine per la decadenza culturale e civile circostanti.</span></span></a></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span"><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/dscf6422.JPG" title="perchè devo ?"></a></span><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/dscf6422.JPG" title="perchè devo ?"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span"> </span></a><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span"><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/dscf6422.JPG" title="perchè devo ?"></a></span><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/dscf6422.JPG" title="perchè devo ?"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span"> </span></a><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/dscf6422.JPG" title="perchè devo ?"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span"> </span></a><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/dscf6422.JPG" title="perchè devo ?"> </a><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/dscf6422.JPG" title="perchè devo ?"> </a><a href="http://blog.viticoltorideconciliis.it/wp-content/uploads/2009/11/dscf6422.JPG" title="perchè devo ?">
<p style="margin-bottom: 0cm"><span><span class="Apple-style-span"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span">Da quando il vino è diventato parte importante della mia vita ho pensato che c&#8217;era un profonda differenza tra il vino fatto dai contadini e quello prodotto dalla industria vinicola perché i vignaioli dipendono dalla terra che coltivano e quindi la rispettano, poi ho scoperto che anche fuori dell&#8217;industria c&#8217;erano differenze nemmeno da poco e che la industria con i suoi metodi, la sua idea di prodotto, le sue tecniche e tecnologie era presente anche tra i vignaioli . </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span">E allora non rimane che il vino, il vino che non mente, trasparente passa la sua storia nel tuo bicchiere e devi essere pronto e capace a sentirlo il vino buono, devi meritartelo il vino buono, perché credi debba esserti regalato ? Devi cercarlo, capirlo, devi sapere quello che vuoi e scegliere, se non lo scegli non lo meriti e se non  lo meriti non ti merita, meglio, molto meglio che tu non sappia quello che bevi, perché si beve anche così per dissetarsi, per gioco, per sana sbronza, per pigrizia colla capa leggera, che niente voglio sapè, rilassate nu poco, nun stà sempe teso come t&#8217;avessare sparà a ogni mument&#8217;, e niente succede se ti bevi una birra o una coca cola, sicuramente non muori con un paio di bottigline di chardonnay che ti danno sull&#8217;aereo che ti stona e dormi fino a nuova yorke, ti stona e chest&#8217;é, ha fatto quello che doveva fà .</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000" class="Apple-style-span">Ed eccomi a parlare di vino, vino naturale ed innaturale: ho già chiarito che sono ateo, </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="color: #000000" class="Apple-style-span">pragmatico e incostante? Qualche punto fermo c&#8217;è e provo a partire da questo:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span">CHI LAVORA HA DIRITTO DI VIVERE DEL SUO LAVORO IN MANIERA DIGNITOSA</span></span></p>
<p></a><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif" class="Apple-style-span"> </span></p>
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