diverso

3 gennaio 2010 – 22:52
Visto in tv mr. Olimpia , girato a las vegas, competizione di persone che gonfiano i loro muscoli fino a perdere quasi completamente la forma umana . Sono cosi tanto gonfi che perdono addirittura la umana funzionalità, le gambe sono ipertrofiche e invece che consentire il movimento lo impediscono . Niente di nuovo, i fenomeni da circo hanno sempre fatto cassa, con la unica differenza che questi tendono a stabilire un nuovo standard estetico ne più ne meno che le modelle filiformi . La irruzione del “ mostro “ nel quotidiano porta ad accettare progressivamente la perdita del nostro specifico, non ci riconosciamo più nell'altro, la ricerca ossessiva di questa differenziazione superficiale ci omologa più ancora che le casacche dei cinesi ai tempi di Mao, diventa uno stile di vita che coinvolge tutti . Perchè i creatori di mostri definiscono i parametri estetici ed etici, e questi diventano i parametri universali, il nuovo standard cui ...

È ora di chiudere, naturale a chi ? ultima parte

8 dicembre 2009 – 22:36
Non è scontato parlare di come, non solo nella viticoltura, si sia radicato uno schema che si è perfezionato negli anni 80/90: A) Un signorotto più o meno facoltoso acquista terra in zona vocata o meno, atta in ogni caso ad incrementare il suo valore se coltivata, 1- assolda qualche bracciante, 2- un direttore o responsabile, 3- un enologo più o meno famoso, a volte un consulente agronomo, 4- dota il pargolo di una cospicua dote, 5- restaura/costruisce un fabbricato, e in capo a pochi anni il vino è pronto. B) Oppure il giovin rampollo di un vecchio vignaiolo smania perchè non riesce a vendere l'uva, o il vino del papà non fa tendenza nei salotti della capitale, salta i punti 1 e 2, mai il 3, e si indebita quanto è possibile per 4 e 5, spesso innesta o reimpianta con vitigni più consoni, introduce in cantina tecniche e ...

digressione scontata

7 dicembre 2009 – 10:03
Ora appare chiaro che il potere, tutto il potere, oggi si esercita tramite il controllo della conoscenza. Tutti i processi economici e politici si fondano ormai sull'esproprio della coscienza di ogni singolo atto della maggioranza della popolazione e sulla concentrazione della stessa in poche, selezionate menti che dall'alto di questo monopolio esercitano il potere. Questo processo di espropriazione è stato lungo e progressivo e si è perfezionato negli anni: all'inizio era l'uomo scimmia profetizzato da Chaplin e scientemente messo in pratica dal progressivo affinamento del Taylorismo, la catena di montaggio espropriava il lavoratore dalla conoscenza dell'oggetto realizzato, spezzando in parti sempre più piccole il lavoro eseguito dal singolo addetto lo si espropriava della visione di insieme, della progettualità del manufatto, relegando il suo compito alla esecuzione ripetitiva di un gesto semplificato e ripetitivo; gli ingegneri e i dirigenti erano gli unici ad avere visione del prodotto finale. La realizzazione piena ...

Sintesi

4 dicembre 2009 – 09:45
Perchè questo credo sia il vero punto importante per chi coltiva e produce e per chi consuma: ACQUISTARE CONSAPEVOLEZZA E RIAPPROPRIARSI DELLA CONOSCENZA I contadini di tutto il mondo erano gli ultimi depositari di una umanità che doveva sparire, erano depositari di un sapere antico e profondo, portatori insani di una cultura di conoscenza, amore per il proprio lavoro e per la terra, legati tra loro da un sentimento di solidarietà e mutuo soccorso, una civiltà fortemente individualista ma al contempo aperta, dinamica, unita. Il bastione che difendeva questa civiltà ovunque l'uomo avesse messo radici era l'immenso patrimonio di conoscenza che era custodito e coltivato dai contadini, conoscenze che si affinavano nel quotidiano rapporto con la propria terra che si sviluppava fino a rendere i due protagonisti un unico organismo vivente. Cosa è successo all'agricoltura negli ultimi anni? I contadini hanno progressivamente perso tutto il patrimonio culturale che si è sedimentato nei secoli, ...

espressione libera

2 dicembre 2009 – 07:16
Secondo punto fermo, traballante come tutto ma oggi inamovibile per me: IL VINO DEVE ESSERE LIBERA ESPRESSIONE DEL PRODUTTORE Ancora una volta il pensiero urbano tende a semplificare, a ridurre tutto in categorie immediatamente riconoscibili, nasce in una realtà dove la competizione e l’aggressività sono spesso indispensabili per sopravvivere, ha bisogno di certezze, di binari sicuri per schedare, valutare, costruire gabbie del pensiero: anche quelle fatte su misura per gli spiriti liberi sono asfittiche e non ci rappresentano.   Chi produce è orgoglioso della sua differenza: “senti come è buona la mia ricotta, fratello; e le mie melanzane, quest'anno non gli ho dato acqua, la mia terra è ricca e i suoi prodotti unici”. Per il vino non solo la coltivazione della vigna ma anche il lavoro in cantina sono il risultato di un continuo approfondimento della conoscenza e della sensibilità del produttore, che comprende ed interpreta le sue uve, ma ci ...

Parte III , pensiero urbano e pensiero rurale

1 dicembre 2009 – 13:20
   Esiste su tutte queste cose un pensiero urbano e uno contadino ( e questa distinzione la rubo a Saverio Petrilli ). Il pensiero urbano assolutizza e radicalizza le scelte, ha un approccio ideologico e manicheo, bianco o nero, prima era il vino perfetto, lucente nella sua nera sulfurea profondità, levigato a specchio nella sua tensione alla perfezione, al Vino con la V maiuscola, il vino di serie A; ora dovrebbe essere da vigne vecchissime biodinamiche dove anche rame e zolfo sono banditi, prodotto in caverne a 20 metri di profondità senza aggiunta di solforosa, lieviti naturali, affinato in anfora e da questa direttamente in bottiglia senza collaggio né filtrazione e acquistabile a meno di 10 euro la bottiglia, serve altro?    Il pensiero contadino media tutti i giorni le sue idee con la sua esperienza, con la conoscenza dei processi, con la paura di vedersi scomparire da sotto gli occhi il frutto ...

Naturale a chi ? II parte

28 novembre 2009 – 22:32
CHI LAVORA HA DIRITTO DI VIVERE DEL SUO LAVORO IN MANIERA DIGNITOSA ovvero il lavoro svolto nella vigna, in cantina e tutto quello necessario a promuovere la vendita del prodotto deve essere fonte di dignitoso sostentamento per chi lo fa. Parrebbe naturale. E invece sembra essere una dura conquista in un mondo come quello del vino dove i capitali investiti per impiantare vigne, allestire cantine, stoccare, confezionare ed ancora stoccare il vino sono ingenti anche per piccole produzioni che devono poi confrontarsi con hobbisti di lusso, che non vivono dal reddito delle aziende agricole, o giganti industriali che mettono in campo ingenti capitali per ( inutile dirlo ) ottenere maggiori ricavi dai capitali già investiti.Se vogliamo operare distinguo nel vino credo sia necessario cominciare da questa prima netta divaricazione, prima ancora che tra vini naturali o meno, artigianali e industriali, esistono i vini dei contadini e quelli frutto di operazioni immobiliari ...

Naturale a chi ? prima parte

28 novembre 2009 – 08:38
Potendo scegliere non sarei arrivato a questo.  Per pigrizia, per naturale ritrosia a prendere posizione, sposare cause, abbracciare convinzioni avrei voluto tacere sui vini naturali, e anche sugli innaturali, quanto a questo. Se è proprio necessario dico delle cose sul vino, o sullo stato delle cose, su quanto vedo e sento e sulla rabbia che monta per la mia, per la nostra impotenza a cambiare radicalmente il corso dell’avventura della vita, su quanto brutta sia la civile convivenza in questo paese, sul degrado morale ed etico della nostra società, su quanto sia preoccupato per me e per le mie bambine per la decadenza culturale e civile circostanti. Da quando il vino è diventato parte importante della mia vita ho pensato che c'era un profonda differenza tra il vino fatto dai contadini e quello prodotto dalla industria vinicola perché i vignaioli dipendono dalla terra che coltivano ...

SOLO A ME ?

23 ottobre 2008 – 21:27
Vendemmia vuol dire uva piacere fatica, tensione continua attenzione continua, totale .Due mesi a giorni, inizio il 25 di agosto e oggi ancora uva in pianta, abbiamo dato e diamo ancora .Oggi ( giornata dura come non mai che ho dormito tre ore per una bella serata ieri a Cava ad accompagnare con una piccola verticale di aglianico i piatti deliziosi a tema di funghi preparati da Rocco Iannone ) stavamo svinando una vasca di aglianico, rimontando una mezza dozzina di serbatoi e preparando la linea per macinare l'uva in arrivo e nella bolgia infernale arriva il controllo di turno, Carabinieri per la tutela dell'ambiente in borghese, scopro ( ma tanto lucido non ero ) di essere equiparato per legge alla industria . Non posso usare i raspi dell'uva in compostaggio, sono scarti di lavorazione  e devono essere smaltiti da aziende autorizzate in siti di stoccaggio .I due militari mi ...

Colpevole : In difesa del vino Italiano

12 luglio 2008 – 17:49
http://www.firmiamo.it/indifesadellidentitadelvinoitaliano Colpevole, colpevole Mio Onore .Ho ricevuto almeno un mese fa, e firmato, l'appello in difesa dell'identità del vino italiano, l'ho ovviamente fatto girare nella mia mail list, ma non ho pensato di scriverne su queste pagine. Ho appena iniziato, scrivo quando riesco, per forza della rabbia o dell'amore, non ho coscienza del fatto che queste pagine siano pubbliche e che quindi debba pubblicamente schierarmi. Bene, mi schiero, appena possibile, ora se non l'avete ancora fatto firmate :partendo da qui : http://enoidentita.wordpress.com/da qui :http://www.porthos.it/index.php?option=com_content&task=view&id=433&Itemid=321o da qui :http://www.firmiamo.it/indifesadellidentitadelvinoitaliano F I R M A T E